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Intervista a Cristina Ganapini sul diritto alla riparazione

Riparare anziché sostituire: un diritto necessario non ancora pienamente riconosciuto. Ascolta il podcast

La Commissione Europea sta studiando nuove norme per promuovere la riparazione dei prodotti quando diventano difettosi dopo la vendita, con l'obiettivo di far risparmiare i consumatori, sostenere il settore delle riparazioni, e contribuire agli obiettivi del Green Deal europeo, riducendo, tra l'altro, i rifiuti.

Ne abbiamo parlato con Cristina Ganapini, portavoce italiana della campagna europea Right to Repair Europe

Un diritto ancora non riconosciuto ma necessario da tutelare è quello alla riparazione, che riguarda la possibilità di riparare i propri oggetti invece che sostituirli.

Ce ne parla Cristina Ganapini, portavoce di Right to Repair Europe, il network che riunisce associazioni ambientaliste, repair café, associazioni professionali e aziende vicine ai temi della riparabilità, che sentono l’urgenza di riappropriarsi del controllo di oggetti, strumenti e prodotti che possiedono e che vogliono conservare e utilizzare il più a lungo possibile.

Fino a pochi decenni fa esisteva una cultura della riparazione radicata e diffusa. L’avvento dei device tecnologici, smartphone e computer in primis, ha completamente stravolto la relazione con gli oggetti. Oggi sono innumerevoli gli oggetti quasi impossibili da riparare: se si rompe anche una parte semplice ma vitale come la batteria, a volte è concretamente molto difficile, se non impossibile sostituirla.

Right for repair Europe opera per una legislazione che obblighi le aziende ad accedere alla riparabilità.

Da una parte c’è la proposta di una direttiva Ecodesign che mira a creare un mercato dove gli apparecchi elettronici sono progettati per durare più a lungo ed essere più facili da riparare.

Se approvata, la norma sul diritto alla riparazione consentirà ai consumatori di poter fare aggiustare i propri beni oltre i 2 anni di garanzia legale previsti dalla legge, direttamente dalle case produttrici, in un periodo compreso tra i 5 e i 10 anni dall'acquisto.

Solo se i produttori saranno obbligati a riparare i loro prodotti, li progetteranno più duraturi e facilmente riparabili.

Dall’altro la proposta di un European Repair Information Form, per garantire ai consumatori il diritto alla riparazione attraverso una corretta informazione sui servizi di riparazione.

Purtroppo, al di là degli interventi normativi, sono spesso i consumatori il primo ostacolo alla riparazione perché di fronte alla scelta tra un cellulare riparato e uno sostitutivo preferiscono la seconda. L’importante sarà far capire che i prodotti ricondizionati e riparati funzionano bene.

Le riparazioni di dispositivi elettronici costituirebbero anche un beneficio per l'ambiente, portando a una riduzione dell'uso delle risorse, a minori emissioni di gas serra e a un minor consumo di energia.

Con il diritto alla riparazione l'Unione Europea compie un altro passo avanti verso l'obiettivo di realizzare un modello di economia circolare entro il 2050 nel quadro del Green Deal europeo, la tabella di marcia dell'UE per raggiungere la neutralità climatica per il 2050.

Per maggiori informazioni:

Right to Repair Europe

05 settembre 2023

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