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Intervista a Fabrizio Vigni su economia circolare

Le emissioni possono diminuire drasticamente con l'economia del cerchio. Ascolta il podcast con l’intervista a Fabrizio Vigni, coordinatore del Circular Economy Network

Non ci può essere transizione ecologica senza economia circolare. Le possibilità di evitare una catastrofe climatica, onorando gli impegni al 2050 assunti al vertice Onu di Parigi del 2015, sono legate al rilancio dell’economia circolare, da cui dipende il 39% dei tagli di CO2. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre, a livello globale, raddoppiare l’attuale tasso di circolarità delle merci, passando dall’attuale 8,6% al 17%.

È quanto emerge dal Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2021 realizzato dal Circular Economy Network, la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile assieme a un gruppo di aziende e associazioni di impresa.

Ce ne parla Fabrizio Vigni, coordinatore del Circular Economy Network.

L’Italia è leader europea dell’economia circolare grazie ai risultati raggiunti nelle aree della produzione, del consumo, della gestione circolare dei rifiuti, degli investimenti e dell’occupazione nel riciclo, nella riparazione, nel riutilizzo.

Ma tanto rimane da fare. A partire dal Pnrr la cui lettura ancora rivela, in diverse sue parti, una visione ancora troppo riduttiva dell’economia circolare. Quasi come se si stesse parlando solo di gestione dei rifiuti e di riciclo. Mentre l’economia circolare è molto, molto di più. È una sfida che riguarda il sistema economico nel suo insieme, dalla produzione al consumo. È una transizione da cui dipendono la produttività e la competitività dell’industria italiana ed europea. È una strategia che richiede una incisiva politica industriale, come ha ribadito il Parlamento europeo affermando che l’economia circolare deve essere “l’elemento centrale della politica industriale europea e dei piani nazionali di ripresa e di resilienza degli Stati membri”.

"È auspicabile, dunque – spiega Fabrizio Vigni – accelerare la transizione all’economia circolare, in coerenza con l’European Green Deal. Orientare attraverso la leva fiscale le produzioni e i consumi verso la circolarità – in particolare incentivando l’uso di materie prime seconde – è una delle condizioni necessarie per migliorare il tasso di utilizzo circolare delle risorse, sviluppare ulteriormente gli investimenti e rafforzare le potenzialità del nostro paese in questa sfida di valore strategico."

Per informazioni:

Riforma fiscale: l'economia circolare non può essere dimenticata

20 gennaio 2022

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